Salta la navigazione e vai direttamente ai contenuti Vai al menu principale Vai al menu secondario

vai al sito della Facoltà di Giurisprudenza Facoltà di Giurisprudenza
Università di FERRARA

Amicucuriae - Seminari Preventivi Ferraresi

Giappichelli Editore

2012

IL PRESIDENTE INTERCETTATO

Un inedito conflitto tra il Capo dello Stato e la magistratura requirente

A causa dei tempi molto stretti con cui la Corte costituzionale intende decidere il conflitto sollevato dal Presidente della Repubblica, il dibattito si svolgerà in modo virtuale negli spazi messi a disposizione dal Forum di Quaderni costituzionali.
A quell'indirizzo si possono trovare:

- i materiali processuali
- la traccia per la discussione
- le relazioni di Renzo Orlandi e Tommaso Giupponi
- i contributi al dibattito

Per intervenire nel dibattito, basta inviare il proprio contributo (in un file word) all'indirizzo bnb@unife.it, indicando nell'oggetto "Amicus curiae"


Dove ti trovi: IL PRESIDENTE INTERCETTATO > Lettera d'invito

Lettera d'invito

Carissima/o,

anche quest’anno - sia pure in zona "Cesarini" - organizzeremo il tradizionale Seminario “preventivo” ferrarese - giunto oramai alla sua quattordicesima edizione - dedicato come sempre ad un problema costituzionale pendente davanti alla Corte. L’appuntamento è fissato per venerdì 16 dicembre 2011 con inizio alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze giuridiche, Corso Ercole I d’Este n. 37, a Ferrara.
Questo il suo titolo:


NEL LIMBO DELLE LEGGI
Abrogazione referendaria della legge Calderoli
e reviviscenza delle leggi Mattarella?


Il seminario si misurerà, dunque, sull’ammissibilità dei due quesiti referendari elettorali aventi ad oggetto la disciplina vigente per l’elezione del Parlamento, come modificata dalla Legge 21 dicembre 2005, n. 270.
Il quesito n. 1 propone l’abrogazione integrale di tutte le disposizioni di modifica della disciplina elettorale per la Camera e per il Senato introdotte dalla cd. Legge Calderoli. Il quesito n. 2 propone l’abrogazione parziale delle singole disposizioni della medesima legge e, precisamente, le disposizioni che sostituiscono le due leggi approvate il 4 agosto 1993, rispettivamente n. 277 (“Nuove norme per l’elezione della Camera dei deputati”) e n. 276 (“Norme per l’elezione del Senato della Repubblica”).
La strategia messa in atto dal Comitato promotore – secondo la sua dichiarata intenzione - è quella di servirsi di due differenti tecniche ablative per ottenere due identici e correlati effetti normativi: rimuovere integralmente la cd. Legge Calderoli (per via di abrogazione totale o parziale) e produrre la reviviscenza della previgente disciplina elettorale (le cd. Leggi Mattarella). La sola ablazione dell’attuale legge n. 270 del 2005, infatti, condurrebbe alla certa inammissibilità dei quesiti perché produttivi di una paralisi di funzionamento delle camere, private di un meccanismo elettorale operativo. La reviviscenza della previgente disciplina elettorale – che si vorrebbe effetto automatico dell’abrogazione delle disposizioni sostitutive introdotte dalla cd. Legge Calderoli – garantirebbe il rinnovo di Camera e Senato attraverso le regole introdotte nel 1993 ripristinate nella loro vigenza.

Già la prima edizione di “amicus curiae” ebbe a misurarsi con le problematiche nascenti dall’incrocio tra abrogazione referendaria e legislazione elettorale (cfr. “Elettori legislatori?” 1999): allora il problema giuridico atteneva essenzialmente al tasso di manipolatività del quesito ed all’autoapplicatività della relativa normativa di risulta. L’attuale tornata referendaria, invece, pone alla Corte costituzionale (e, prima ancora, a tutta la comunità degli interpreti) interrogativi in larga misura inediti e poco esplorati.

Il primo attiene all’effetto giuridico della cd. reviviscenza di norme abrogate, correlato - in assenza di esplicita disciplina positiva - alle diverse ricostruzioni teoriche dell’abrogazione e delle sue tipologie (espressa, implicita, tacita o – secondo altra nomenclatura – innominata, giurisprudenziale). E’ da escludersi comunque un tale effetto o, viceversa, in quali ipotesi di antinomia tra norme legislative può verificarsi? La reviviscenza di norme previgenti è conseguenza riconducibile alla sola abrogazione legislativa o - per traslazione – può essere prodotta anche dall’abrogazione referendaria? Se la reviviscenza presuppone una inequivoca volontà del legislatore abrogante, a tal fine non può parimenti rilevare l’esplicita intenzione dei promotori del quesito abrogativo? Si può ritenere, al pari della abrogazione legislativa, che anche quella referendaria possa operare retroattivamente?
Si ripropone così, da un versante inedito, il problema del rapporto – all’interno del sistema delle fonti – tra legge e referendum: sono atti normativi equiordinati (anche sotto il profilo della possibile reviviscenza di norme abrogate) o, viceversa, siamo in presenza di una irriducibile asimmetria di effetti?

Il nodo problematico appena enunciato andrà anche sciolto alla luce dei precedenti della giurisprudenza costituzionale referendaria che – in più occasioni – sembra avere esclusa l’idea che all’abrogazione delle norme sottoposte a referendum possa seguire automaticamente il ripristino della disciplina legislativa previgente: così nelle sentenze n. 40/1997 (quesito sul maestro unico), 31/2000 (quesito sul testo unico in materia di immigrazione) 24/2011 (quesito sul servizio idrico integrato).
Si tratta di rationes decidendi o di meri obiter dicta? Sono espressione di un orientamento consolidato oppure di risposte che vanno contestualizzate (e dunque isolate) alla luce della specificità dei casi allora esaminati dalla Corte? Anche ad ammettere che – in generale – l’abrogazione referendaria non produca alcuna reviviscenza della normativa previgente, si può ipotizzare che – in materia elettorale – il quesito abrogativo possa (o addirittura abbia sempre) un effetto ripristinatorio, in ragione dell’imprescindibilità di un meccanismo capace di trasformare i voti in seggi?
Di nuovo si ripropone così, anche qui da una prospettiva originale, il problema se, rispetto a tutti gli altri, i referendum elettorali presentino un proprio peculiare statuto, di cui l’effetto di reviviscenza rappresenterebbe un ulteriore tassello.

Oggetto di analisi dovrà essere anche la tecnica redazionale dei due quesiti all’esame della Corte. Qui gli interrogativi cui dare risposta sono i più disparati.
Il quesito n. 2 abroga gli alinea degli articoli sostitutivi introdotti dalla Legge Calderoli, non anche la loro integrale formulazione: non residuerebbero, così, disposizioni della legge elettorale abrogata in coabitazione con le disposizioni della previgente legge elettorale (che si vorrebbe) ripristinata? E ciò non porrebbe problemi in ordine all’immediata autoapplicatività della normativa elettorale di risulta?
Fino a che punto si può ritenere intrinseco alla formulazione dei due quesiti l’effetto di ripristino dei collegi uninominali delle previgenti Leggi Mattarella? Detto altrimenti, la consapevolezza del voto dell’elettore – imposto dall’art. 48 Cost. – è davvero garantito da due domande abrogative che colpiscono espressamente una legge, al fine di farne rivivere un’altra (diversa da quella fatta oggetto di voto referendario)? Il limite dell’omogeneità del quesito – intesa come sua intelligibilità - è preservato o meno?
E ancora. Davvero normativa di risulta e normativa reviviscente sono – giuridicamente – sinonimi? E se l’accertamento della reviviscenza spetta all’interprete, chiamato a colmare la lacuna normativa conseguente all’abrogazione legislativa, la Corte costituzionale – in sede di giudizio di ammissibilità dei quesiti abrogativi referendari – è nelle condizioni di svolgere un simile compito? O potrà farlo l’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, chiamato nei prossimi giorni a titolare (sentiti i promotori) i due quesiti referendari?

Sullo sfondo del nostro appuntamento, resta la consapevolezza della legislazione elettorale come “legge di regime”, decisiva per la formazione delle maggioranze, per la selezione della classe parlamentare, per la qualità della rappresentanza, per la dinamica del sistema politico e per la sua tenuta democratica. E il giudizio drasticamente negativo – trasversale agli schieramenti favorevoli o contrari ai quesiti referendari elettorali – nei confronti dell’attuale Legge Calderoli.
Questo comune denominatore potrebbe trovare una traduzione giurisdizionale in occasione dell’imminente giudizio di ammissibilità referendaria? E’ ipotizzabile, cioè, un’autorimessione della Corte costituzionale quale giudice a quo, nei confronti della Legge Calderoli per i suoi non infondati profili di illegittimità (già segnalati, ad esempio, nelle sentenze nn. 15 e 16/2008)?

Il Seminario, come da tradizione, è aperto a tutti, senza preclusioni scientifiche, accademiche, generazionali.
La discussione sarà governata secondo le regole oramai consolidate dei nostri precedenti appuntamenti: una comune traccia per la discussione, che ripercorrerà gli interrogativi ricavabili dall’intera vicenda costituzionale. Una relazione introduttiva, affidata quest’anno al Prof. Paolo Carnevale (Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Roma III). La discussione, come sempre, sarà franca ed informale, caratterizzata da brevi (dunque numerosi) interventi di 7 minuti ciascuno.
L’intera documentazione e tutte le necessarie informazioni logistiche saranno reperibili nell’oramai ricco sito dedicato ai seminari “preventivi” ferraresi, attualmente in allestimento (www.amicuscuriae.it).

Dopo tutti i precedenti seminari, gli atti dell’incontro sono sempre stati posti nella disponibilità della Corte costituzionale in tempi brevi (e comunque utili) per il suo giudizio. Quest’anno, lo strettissimo fazzoletto di tempo che separerà il seminario ferrarese dalla pronuncia della Corte (che deve intervenire non oltre il 20 gennaio, ex art. 33, comma 1, Legge n. 352 del 1970) ci obbliga ad una variante editoriale, tale da permettere alla Corte costituzionale – se lo vorrà – di acquisire i risultati dei nostri lavori.
La registrazione audiovideo integrale del Seminario, infatti, sarà immediatamente fruibile nel sito di “amicus curiae”, suddivisa per singoli interventi in modo da agevolarne la consultazione. Contestualmente invieremo ai giudici costituzionali copia in dvd del Seminario preventivo a sostituzione della tradizionale versione dattiloscritta degli atti.
Atti che, naturalmente, verranno poi pubblicati nella Collana amicus curiae dell’editore Giappichelli. E poiché la loro uscita certamente seguirà la pubblicazione della decisione della Corte costituzionale, il volume conterrà anche una (inedita) appendice dove saranno raccolti commenti a prima lettura della sentenza della Corte, commenti che – chi vorrà – potrà inviarci ai fini della pubblicazione.
Alla fine della fiera, dunque, il volume ripercorrerà diacronicamente l’intera vicenda referendaria: la riflessione dottrinale preventiva, la sentenza della Corte costituzionale, la riflessione dottrinale successiva.

Se - come speriamo davvero - intenderai partecipare al Seminario, ti chiediamo, per ragioni organizzative, di comunicare preventivamente la tua adesione (nome e cognome, qualifica, e-mail) ad uno di noi, utilizzando il relativo indirizzo di posta elettronica.



Un cordiale saluto,

Roberto Bin, Giuditta Brunelli, Andrea Guazzarotti, Cesare Mainardis,
Andrea Pugiotto, Paolo Veronesi

Amicus Curiae
Seminari “preventivi” ferraresi
Venerdì 16 DICEMBRE 2011, ore 10.30
Dipartimento di Scienze giuridiche
Corso Ercole I^ d’Este, 37
Ferrara


Segreteria scientifica:

- Prof. Roberto Bin bnb@unife.it tel. 0532/455673

- Prof. Giuditta Brunelli bug@unife.it tel. 0532/455653

- Prof. Andrea Guazzarotti gzzndr@unife.it tel. 0532/455055

- Prof. Cesare Mainardis mdc@unife.it tel. 0532/455613

- Prof. Andrea Pugiotto pua@unife.it tel. 0532/455644

- Prof. Paolo Veronesi vrp@unife.it tel. 0532/455640

fax 0532/200188

Pagina web integralmente dedicata al Seminario:
www.amicuscuriae.it

Amicuscuriae - Seminari Preventivi Ferraresi

Powered by PJ- design and development with PRISCILLA CMS

Accesso redazione